Punta della Disperazione 2083m
Via Giuliana

Bella via ideale nelle giornate di tempo incerto oppure quando non si ha molto tempo a disposizione, è pressoché impossibile perdersi in quanto la via è interamente bollata di rosso, ma attenzione a non andare sulla Timillero-Secco alla terza lunghezza, perché anche lei è bollata di rosso. Merita sicuramente una ripetizione.

REGIONE:
Trentino

GRUPPO MONTUOSO:
Pale di San Martino

LUNGHEZZA:

190m di sviluppo (5 lunghezze)

DIFFICOLTÁ:

VI+

ESPOSIZIONE:

Nord, ma la mattina i tiri alti prendono un po di sole

MATERIALE CONSIGLIATO:

Rinvii, serie completa di friends, cordini.

TIPO DI ROCCIA:

Ottimo calcare la parte alta, buono la parte bassa.

APRITORI:

A. Timillero e R. Timillero il 5 ottobre 1985

PERIODO CONSIGLIATO:

Da giugno a ottobre.

ACCESSO STRADALE:

Dall'autostrada A4 si esce a Padova ovest e si punta per Bassano del Grappa che si supera proseguendo sulla ss47 risalendo la Valsugana fino al bivio di Primolano per Feltre: dopo circa 12 km ss50bis si svolta a sinistra sulla ss50, questa statale raggiunge Fiera di Primiero da dove si segue la strada ss347, sulla destra, che porta al passo Cereda. Poco prima di questo si seguono le indicazioni per la val Canali e poi per il Rifugio Treviso sino al parcheggio.

AVVICINAMENTO:

Dal parcheggio si segue la comoda mulattiera che si inoltra in val Canali, sino a quando diventa sentiero. Con qualche tornante nel bosco si perviene al rifugio Treviso 1630m. (50 minuti dalla macchina) Dal retro del rifugio parte un ripido e faticoso sentiero che prima nel bosco e poi per pascoli e pietraie segue il vallone delle Mughe, la Punta della Disperazione si trova appena entrati nel vallone sulla destra.

ATTACCO:

All'imbocco del canalone di discesa, grande freccia rossa con scritta "Giuliana" sbiadita. (30 minuti dal rifugio.)

RELAZIONE:

L1 Salire verticalmente. (25/30m, nessun chiodo, sosta su 1ch. e friend, III)
L2 Ancora verticalmente fino ad una fessura molto larga che si scavalca verso destra, quindi per percorso logico si giunge in sosta. (35m, 1 chiodo, sosta su un chiodo + clessidra, IV)
L3 Leggermente a sinistra della sosta, quindi si punta ad una zona più adagiata dove si incontra una prima sosta, superarla e obliquare verso destra, quindi un traverso deciso verso sinistra conduce in breve alla sosta. ( 40m, 1 chiodo + sosta intermedia, sosta su 2 chiodi, V)
L4 Puntare il bel diedro obliquo, superarlo e sostare poco sotto la cresta. (40m, numerosi chiodi + 1 cuneo e 1 sosta intermedia, sosta su 2 chiodi, VI/VI+)
L5 Seguire verso sinistra la cengia erbosa che in breve conduce in vetta e al cavo della ferrata.

DISCESA:

Dalla vetta si segue la ferrata sino all'intaglio, quindi si scende lungo un canalone (inizialmente con cavo metallico). Con altre corde fisse si arriva ad una zona meno verticale. Dopo facili passi di arrampicata si incontra un primo ancoraggio per doppia, più sotto un altro, quindi in breve alla base. Noi non ci siamo calati perché si riesce facilmente a scendere arrampicando, passi di secondo grado.

SCHIZZO:

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