Becco della Tribolazione 3360m
Via Grassi-Re

La scalata si svolge per lame, fessure e diedri, sempre su roccia bellissima e ben proteggibile. La chiodatura è ottima, sia sui tiri che alle soste, il percorso logico trae in inganno poche volte. L'unica pecca di questo itinerario, come la maggior parte della Tribolazione, è la sua brevità, comunque il lungo avvicinamento compensa.

REGIONE:
Piemonte

GRUPPO MONTUOSO:
Gran Paradiso

LUNGHEZZA:

250m di sviluppo (6 /7 lunghezze)

DIFFICOLTÁ:

VI+ (VI- obbligato)

ESPOSIZIONE:

Sud-est

MATERIALE CONSIGLIATO:

Rinvii, serie completa di friends fino al 3, serie di nuts, eventualmente martello e chiodi.

TIPO DI ROCCIA:

Ottimo granito

APRITORI:

G. Grassi - A. Re 6 ottobre 1968

PERIODO CONSIGLIATO:

Estate

ACCESSO STRADALE:

Da Milano prendere la Milano-Torino, quindi cambiare autostrada ed immettersi sulla Torino-Aosta ed uscire ad Ivrea. Seguire le indicazioni per Cuorgnè, poi per Ceresole Reale (indicazioni presenti ancora prima della cittadina di Cuorgnè) all'abitato di Rosone parte una stradina che con un lungo percorso porta alla diga di Teleccio 1920m.

AVVICINAMENTO:

Dalla diga seguire il comodo sentiero che in 30 minuti arriva all'accogliente rifugio Pontese 2150m, proseguire nel vallone delle Muande, superare il ponte sul torrente e continuare a seguire il sentiero per il colletto dei Becchi, arrivati alle pietraie nei pressi del Becco della Tribolazione si lascia il sentiero e ci si dirige in direzione della montagna, un ultimo ripido tratto porta alla base dello zoccolo (2.30/3 ore).

ATTACCO:

Risalito lo zoccolo per percorso non obbligato (250m). Si attacca per un diedro netto e liscio a sinistra dell'evidente placca bianca.

RELAZIONE:

La via si sviluppa alla sinistra dello sperone centrale dove passa la via Malvassora.

DISCESA:

Ci sono due possibilità. La prima è quella di scendere in doppia sulla via "conto fino a zero", soste a spit (prima calata visibile in alto a destra, cercare di non fare doppie troppo lunghe) quindi a ritroso sullo zoccolo. La seconda è di scendere dal versante opposto per la via normale (vallone del Roc), alternando brevi doppie a brevi tratti di facile arrampicata, una volta alla base della montagna si rientra dal colletto dei Becchi.

SCHIZZO:

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